Nella relazione che ha condotto allo scioglimento per infiltrazione della camorra, il Prefetto pose l’accento sulla “continuità amministrativa” e sull’esigenza di scongiurare che i soggetti già coinvolti nella gestione dell’Ente possano ritornare al Comune. E’ plausibile, ed auspicabile, che molti siano dichiarati incandidabili. Intanto, in città si prepara una nuova compagine politica che non ha legami e connivenze. Se si votasse già quest’anno, la vecchia classe dirigente non avrebbe il tempo per organizzarsi. E’ composta da soggetti senza credibilità, omertosi, sodali con i clan. Invece, il gruppo civico che ha mandato a casa l’amministrazione di centrosinistra rappresenta il cambiamento e la discontinuità col passato.
A capo di questa coalizione c’è il candidato sindaco Antonio Angelino: trentenne, sposato, papà di due bambini, un curriculum di tutto rispetto tra laurea, master e corsi di formazione; è componente dell’ANCI, funzionario della Città metropolitana. Angelino è stato eletto due volte in Consiglio Comunale, ma sempre all’opposizione.
Non ha mai governato.
La prima volta è stato eletto all’opposizione della coalizione guidata da Simone Monopoli; la seconda volta all’opposizione del “campo largo” di Enzo Falco che aveva inglobato i fuoriusciti sciolti per camorra.
Per due volte Antonio Angelino è stato all’opposizione e per due volte ha firmato per mandare a casa amministrazioni in continuità col passato perciò sciolte per camorra.
La Prefettura è intervenuta due volte per sciogliere il Consiglio Comunale e per due volte ha indicato la vecchia classe dirigente come causa del provvedimento.
La carriera politica di Antonio Angelino comincia proprio quando il Partito democratico guidato dalla vecchia dirigenza, cacciò il gruppo di giovani che volevano il rinnovamento. Oggi, per Angelino quella scelta della dirigenza del Pd è una medaglia al valore civile.
In realtà, si può dire che Angelino abbia firmato tre volte per lo scioglimento. Quando alcuni consiglieri, convocati dal Notaio, scapparono, lui insieme al suo gruppo non si fece intimorire. A causa delle intimidazioni l’amministrazione di Enzo Falco durò un altro anno, ma la seconda volta, Angelino è riuscito a mandare a casa la classe dirigente.
D’altronde il leader di “Caivano Conta” è stato coerente con le sue dichiarazioni in campagna elettorale: “I voti della camorra non li vogliamo”.
Dall’altro lato, invece la vecchia classe dirigente prese i voti della camorra e vinse le elezioni. C’era un patto ed uno scambio di voti politico mafioso come ha dichiarato il Procuratore Nicola Gratteri.
La vecchia amministrazione composta da Pd, Italia Viva, mastelliani, socialisti, cinquestelle, sinistra e verdi è stata smantellata dalla Prefettura e dalla Procura antimafia.
In questi giorni, gli stessi soggetti della “coalizione del male” tentano di riorganizzarsi con teste di legno manovrate.
Angelino ha sempre pubblicamente denunciato il fenomeno degli appalti sotto soglia e degli affidamenti diretti. Lo ha fatto in Consiglio Comunale già nella seduta del bilancio consuntivo 2021. Da un lato c’è stato il sindaco Enzo Falco che ha dichiarato agli inquirenti di non sapere nulla del sistema degli appalti e degli affidamenti diretti, dall’altra c’era Angelino che già nel 2021 denunciava il fenomeno illecito in Aula. Da un lato soggetti omertosi e conniventi, dall’altro giovani coraggiosi.Proprio nel documento che ha portato alle tredici firme per lo scioglimento anticipato c’è un riferimento agli “affidamenti di incarichi professionali e di appalti di servizi, il costante ricorso a trattative private per il conferimento di lavori, servizi e forniture, utilizzando in modo inefficiente il danaro pubblico…”. Mentre dilagava l’omertà e la connivenza, Angelino e pochi altri denunciavano il sistema assumendosi il rischio.
Mentre l’ex sindaco si assumeva in campagna elettorale la responsabilità dei candidati nelle liste, Angelino dichiarava di non volere voti inquinati e lasciava fuori dalla coalizione una serie di soggetti che poi si sono rivelati pericolosi e corrotti. Il gruppo dei giovani perse le elezioni, ma oggi ha un bagaglio di credibilità politica. Oggi, Antonio Angelino è l’unico che rappresenta la discontinuità col passato prossimo e remoto. Proporrà una nuova classe dirigente alla città. E’ il candidato sindaco di una coalizione civica che per ora non ha competitors all’altezza. Nel tempo ha costruito un gruppo compatto e preparato alla sfida. E’ l’unica realtà politica pronta e competente che punta al riscatto della comunità.
C’è un altro dato dalla sua parte. La prossima amministrazione dovrà confrontarsi continuamente con le istituzioni sovraordinate. Caivano ha necessità di andare agli appuntamenti con una nuova immagine : pulita, competente, rinnovata che possa tessere buoni rapporti.
Abbiamo chiesto ad Antonio Angelino di dare ai lettori un’anticipazione sulla sua visione della città e sul programma che ha scritto insieme al suo gruppo.
Angelino le chiediamo di essere sintetico e di delineare la direttrice della sua futura amministrazione. Del passato è stato già detto molto. Adesso servono le proposte e la mission.
“La mission è rendere la città a misura di bambini e ragazzi, prendendo spunto dalle parole del Presidente Mattarella, pronunciate proprio a Caivano, ed anche dagli interventi che le Istituzioni sovra-comunali hanno posto in essere nei mesi scorsi. In coerenza con quanto sostenuto in consiglio comunale inizieremo dalla scuola. Provvederemo sin da subito ad accatastare e mettere in sicurezza le scuole, le palestre e gli edifici pubblici a partire dall’introduzione del fascicolo del fabbricato (carta d’identità degli edifici pubblici), anche per rispondere all’esigenza di corretta gestione e valorizzazione del patrimonio dell’Ente ed alla corretta implementazione del sistema unico di contabilità economico-patrimoniale Accrual dal 2026, obiettivo di una delle riforme abilitanti del PNRR. Le scuole rappresentano una seconda casa per i nostri bambini e per i nostri ragazzi, quindi ci batteremo affinché siano accoglienti innovative e sicure”.
Una città per i bambini è una città vivibile anche per gli adulti. Passiamo alla seconda proposta.
“Questa per me è particolarmente importante: il potenziamento del trasporto pubblico locale. Il nuovo centro polisportivo “Pino Daniele”, la sede del Polo Universitario e il nuovo Polo Culturale (ex Teatro Caivano Arte), sono pilastri da cui ripartire e sui quali costruire nuova speranza per la nostra comunità. I luoghi simbolo della rigenerazione urbana e sociale possono e devono essere messi a disposizione dei nostri ragazzi ma anche di quelli dei comuni limitrofi restituendo a Caivano un ruolo strategico e centrale nell’area nord di Napoli. Per consentire e favorire tutto ciò, anche dal punto di vista della mobilità sostenibile, metteremo in campo tutti gli sforzi possibili per assicurare un adeguato potenziamento del trasporto pubblico locale. A partire dal monitoraggio dell’aggiudicazione degli esiti della gara EAV, entro marzo 2025, per la realizzazione del progetto LAN (metropolitana Linea 10 Afragola – Napoli). Questo ci consentirà di proporre sin da subito il potenziamento delle linee di trasporto pubblico su gomma esistenti da e verso Napoli, così come l’implementazione di una nuova linea che colleghi in maniera diretta Caivano con la TAV, che diventerà la porta nord di accesso a Napoli, favorendo la grande domanda di spostamenti rapidi di massa sempre crescenti nel nostro territorio. Tutto ciò sarà sviluppato con occhio attento rispetto all’attuazione del progetto “Smart city area nord” finanziato dai fondi PNRR Piani urbani integrati M5C2I2.2, che coinvolge 13 comuni dell’area nord di Napoli, tra i quali Caivano, con il Comune di Cardito a far da capofila alla progettualità. In questo modo alla caratteristica vocazione agricola-industriale, avremo l’occasione di aggiungere quella artistica, culturale, archeologica ed anche sportiva, non sottovalutando l’impatto che il Polo Universitario, il centro polisportivo “Pino Daniele” e il nuovo Polo Culturale con annessa sala museale potranno avere sul nostro territorio. Senza voler approfondire i benefici del Polo Universitario, proposta che avanzai già nel programma elettorale presentato agli elettori nel 2020, e del Polo Culturale, che per me restano veri e propri sogni ad occhi aperti, voglio sottolineare l’impatto positivo che hanno già avuto esperienze simili a quella che sarà garantita dall’attività svolta dai gruppi sportivi delle forze dell’ordine all’interno del “Pino Daniele”, nelle realtà periferiche di Napoli e di Caserta, che hanno dato la possibilità a tanti giovani di conoscere e diffondere i valori dello sport, oltre ad intraprendere percorsi sportivi di grande successo, alcuni culminati addirittura con medaglie olimpiche. Bellissime storie di sport e di vita che vorremmo tanto poter raccontare anche qui”.
Per realizzare un programma e dare slancio allo sviluppo però servono fondi. Lei è particolarmente preparato sulla materia. Quali risorse si possono utilizzare?
“Nell’ambito della programmazione 2021/2027 alla regione Campania sono stati assegnati:
I) sul FSE+ Programma Campania a sostegno dell’occupazione, dell’istruzione, della formazione e dell’inclusione sociale dei cittadini campani, ben € 1.438.496.089,00 dei quali € 1.006.947.262,00 di risorse europee del FSE+ e € 431.548.827,00 di fondi nazionali;
II) sul FESR fondo europeo di sviluppo regionale ben € 5.534.632,27 dei quali € 3.874.242,59 e € 1.660.389,68 di fondi nazionali;
Attraverso le risorse della nuova programmazione ci attiveremo per garantire sviluppo e crescita alla nostra comunità, a partire come dicevamo dai bisogni e dalle esigenze dei bambini e dei ragazzi di Caivano, con occhio attento e vigile su tutte le call regionali ed anche sui bandi nazionali pubblicati dai vari Ministeri. Mentre con le risorse di bilancio, dopo aver messo in sicurezza i conti pubblici, ci occuperemo dell’ordinaria amministrazione garantendo quello che sinora troppe volte è mancato: manutenzione stradale, efficientamento energetico e decoro urbano, attraverso adesioni a convenzioni consip ad hoc o in alternativa mediante la stipula di accordi quadro specifici con l’obiettivo di razionalizzare il costo dei servizi pubblici mantenendo allo stesso tempo standard qualitativi adeguati per la nostra comunità”.