Che Frattamaggiore fosse diventata esempio di scempio urbanistico superando di slancio finanche la vicina Orta di Atella, dove una devastante speculazione edilizia portò, diversi anni fa, finanche ad arresti eccellenti, era oramai cosa tristemente risaputa.
Non sono necessari nemmeno i moderni droni attrezzati con telecamera per rendersi conto delle numerosissime colate di cemento che stanno letteralmente seppellendo la città. Basta semplicemente fare quattro passi a piedi per rendersi conto che la città stia diventando sostanzialmente un unico blocco di calcestruzzo.
Fenomeno difficilmente spiegabile quello che vede in sostanza un aumento esponenziale di vani (vuoti) a dispetto di un inarrestabile calo demografico. Roba da far ingolosire la Salis con tutti i suoi sostenitori napoletani senza fissa dimora. Insomma, una città di servizi potenzialmente vocata al terziario avanzato, ridotta a città dormitorio se si considera che i servizi offerti di cui usufruiscono anche i comuni confinanti, non sono più sufficienti a soddisfare la domanda. Eppure, nonostante tutto ciò, si continua a cementificare con prezzi di mercato, per altro, molto alti. Ma questa è un’altra storia.
Storia invece decisamente più inquietante è quella che ha visto il blocco di alcune concessioni sospette. Due che spiccano su tutte sono quelle rispettivamente riguardanti una in via Cumana e l’altra in via Veneto, bloccate dal nuovo dirigente Magnifico, che in città qualcuno già apostrofa “di nome e di fatto” vista la solerzia e la diligenza con la quale svolge il proprio lavoro.
Aspetti quasi dimenticati negli ultimi decenni all’ombra di Durante quelli del controllo e del rispetto per le regole,
tanto che sembra la questione sia andati decisamente oltre l’elusione delle regole e si sia giunti addirittura ad una sorta di falsificazione di atti come ad esempio le planimetrie originarie di taluni manufatti. Documenti originari spesso andati perduti (con dolo o meno, dovranno essere gli organi preposti ad accertarlo), e sostituiti con “planimetrie ritoccate”, senza che nessun organo di controllo si sia preso la briga di andare a consultare il catasto di Napoli dove esiste la documentazione originale e pertanto fedele alle misure reali.
Fatto sta che molte costruzioni, soprattutto quelle datate di cui sarebbero andati smarrite le planimetrie originarie, fra ampliamenti consentiti dal piano casa e abili “ritocchi” dei grafici, sembrano lievitare come panettoni, tant’è che è fioccato anche qualche esposto oltre a diverse segnalazioni. A rendere il quadro decisamente più preoccupante è una certa assonanza, tanto per usare un eufemismo, fra nomi di tecnici incaricati e amministratori pubblici, mentre gli addetti ai lavori, nonostante “l’aria pesante”, continuano ad ostentare una anomala ed inquietante tranquillità.
Nel contempo, in città, fra il silenzio assordante di una opposizione che avrebbe dovuto fare opera di controllo e di una cittadinanza oramai senza parole e senza più punti di riferimento, continuano a sorgere ulteriori cantieri che vedranno centinaia di altri vani laddove un tempo sorgevano aree industriali e storici plessi manifatturieri che tanto lustro diedero in passato a una Frattamaggiore laboriosa che, purtroppo, non c’è più.
Cosa dire ? Una sola domanda ; come è stato possibile tutto questo? Quale connivenza con chi avrebbe dovuto controllare ? Mi risulta che molte sono state le segnalazioni in merito , ma chi le copre???? In quale paese mafioso ci troviamo??Possibile che la Procura sia all’oscuro ??? Chi manovra? Lèggiamo dello scandalo delle Cooperative sociali e…., tutto tace , ma tutti sanno ! Leggiamo delle frodi cimiteriali e … tutto tace? Leggiamo di abusi edilizi e connivenze con consiglieri comunali e…. Tutto tace ! La domanda è: ma la legalità esiste in questo paese ???