Conflitto d’interessi. L’assessore alle politiche sociali di Cardito partecipa al concorso per educatore nell’Azienda Speciale. Il controllore vuole essere assunto dal controllato. Nessuno parla. Il Consorzio n. 19 è un buco nero.

E’ lui o non è lui. Pare che il Direttore dell’Azienda Speciale che gestisce i servizi sociali dei Comuni di Cardito, Crispano, Afragola e Caivano sia saltato dalla sedia quando si è accorto che tra i candidati al concorso per un posto di educatore, c’era proprio l’assessore alle politiche sociali del Comune di Cardito. Sì proprio lui.

E’ come se il Ministro dell’Istruzione partecipasse al concorso per diventare preside in una scuola statale. L’assessore del Comune di Cardito gestisce in qualità di amministratore dell’Ente anche la partecipata Azienda speciale consortile. Per di più, proprio per la sua delega l’assessore si interfaccia con l’Azienda speciale. In pratica può dirsi che il controllore vuole diventare dipendente del controllato.

Tutto normale?

E’ serena una selezione in cui uno dei candidati è il “datore di lavoro” cioè è un politico amministratore di uno degli Enti Locali che governa l’Azienda?  

Anche se fosse stato assessore ai lavori pubblici sarebbe stata la stessa cosa. Il Comune di Cardito siede nel Cda e l’assessore fa parte della giunta comunale di uno degli Enti.  

Il Direttore dell’Azienda speciale non può fare nulla.

In realtà, l’assessore si è candidato alla preselettiva per il posto quando non era nella giunta Cirillo, ma il sei marzo quando ha preso parte alla nuova prova del concorso era in carica.

L’assessore ha il diritto di partecipare, ma si candida essendo amministratore di uno dei Comuni che mettono i soldi nell’Azienda speciale. Uno dei Comuni del Consorzio che avalla la nomina del Direttore generale dell’Azienda.

Proprio l’assessore contende il posto ai “comuni mortali” che non fanno politica e non sono sindacalisti.

Non è detto che vinca il concorso, però, per esempio, potrebbe risultare idoneo ed all’improvviso il Consorzio decidere di scorrere la graduatoria, magari assumerlo quando non è più in carica. Oppure potrebbe accadere che per esempio il Comune di Cardito avesse bisogno di un educatore e lo andasse a prendere dalla graduatoria dell’Azienda.

Questo è un film che è stato visto più volte. A Cardito si assume spesso scorrendo le graduatorie degli altri Comuni, una volta, con una procedura assai contestata, persino dalla graduatoria dell’Azienda speciale.

Per altro, lo stesso copione si è già visto col Sindaco di Mugnano del Partito democratico che è stato assunto nell’Azienda speciale con scorrimento della graduatoria e poi si è messo in aspettativa.

Sarnataro e Cirillo sono entrambi del Pd, ma questa è una coincidenza.

In pratica è accaduto che l’Azienda speciale si è accorta di avere bisogno di un altro dipendente. Guarda caso mancavano proprio figure professionali da attingere nella stessa graduatoria dove era risultato idoneo il Sindaco di Mugnano.  Perciò è stato assunto il primo cittadino di Mugnano che ha firmato il contratto di assunzione e subito si è messo in aspettativa. 

Hanno assunto il Sindaco del Pd di Mugnano che ha messo il posto in frigorifero però non è stato preso un altro, la carenza di personale è rimasta uguale.

L’Azienda non ha risolto il problema.

La storia degli scorrimenti delle graduatorie è diventata una barzelletta perché gira e rigira sono assunti sempre soggetti più o meno legati alla politica. Forse per questo motivo nessuno parla. Il sistema è oliato, l’opposizione è muta. Nessuno mette le mani nell’Azienda speciale.

La questione dell’assessore in conflitto d’interesse è clamorosa. Rende anche l’idea di come abbiano a cuore le sorti delle categorie deboli tutti quelli che gestiscono le politiche sociali. L’azienda speciale, cioè l’ex ambito 19, è ormai un posto tenebroso nel quale a fronte delle anomalie segnalate solo dal consigliere Giustino, nessuno ha mai voluto mettere le mani. Né il Pd, né i cinquestelle che si preoccupano di Trump pur di non fare opposizione sulle cose afragolesi.

Si auspicava che la Commissione Prefettizia di Caivano desse uno sguardo all’Azienda Speciale oppure che le Autorità preposte prendessero in mano tutte le procedure concorsuali.

Men che meno, la questione così plateale è saltata agli occhi della capogruppo di Fratelli d’Italia ad Afragola nonché capo del partito a Cardito, Pina Tignola. Ci si aspettava una lotta serrata per far dimettere l’assessore della giunta Cirillo, ma poi avrebbe dovuto sconfessare la gestione dell’Azienda speciale cara all’amministrazione di Afragola. Fratelli d’Italia a Cardito è opposizione, ad Afragola è in maggioranza. Ci si attendeva dalla Tignola una battaglia tenace contro lo scorrimento delle graduatorie, affinché non solo sindaci ed assessori, ma nemmeno fratelli, cognati, nipoti ed affini vari venissero assunti con sistema dello scorrimento. Ma c’è tempo per la Tignola di farsi carico della battaglia.

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